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Piccole imprese e sostenibilità in Emilia Romagna

Nel 2024, il 77,9% delle micro e piccole imprese e imprese artigiane emiliano-romagnole ha svolto almeno una azione volta a tutelare l’ambiente, l’88,6% delle piccole imprese ha mosso passi in direzione della sostenibilità sociale, mentre sulla dimensione economica, terzo pilastri dei criteri ESG, gli investimenti in formazione professionale (66,8%), digitalizzazione (51,8%) e l’applicazione di strategie per una elevata stabilità finanziaria (39,5%) dimostrano la volontà di garantire un futuro all’impresa, nonostante un contesto oggettivamente difficile. I dati raccolti dall’osservatorio regionale di Confartigianato, su un campione di oltre 700 i​ntervistati, restituiscono l’immagine della proattività delle micro e piccolissime imprese, che tengono vivo il nostro tessuto produttivo. Spiega Gianluigi Bandini, responsabile dell’ufficio credito innovazione e sviluppo di Confartigianato di Forlì “dal report emerge che il 92,3% delle imprese della nostra provincia ha dichiarato di aver intrapreso azioni di sostenibilità sociale, investendo in sicurezza, corsi di formazione non obbligatori, coinvolgendo i dipendenti negli obiettivi aziendali. Un risultato che evidenzia la sensibilità dei nostri imprenditori, da sempre attenti al benessere dei propri collaboratori e alle ricadute della propria attività nel tessuto locale. Il 12,4% del campione si è dotato di un codice etico, l’8,6% redige il bilancio sociale, mentre l’8,1% dispone di un codice di condotta e il 6,3% ha una carta dei valori. Il 39,7% di queste imprese redige più di uno di questi strumenti di governance. La quota di imprese che dispone di certificazioni di qualità, ambientali, di sicurezza e sociali si attesta al 22,7% (principalmente ISO 9.001 e ISO 14.000). Eppure, tra coloro che si sono dotati di almeno una certificazione o bilancio sociale, nel 74,5% dei casi, non è stata data alcuna comunicazione della propria sostenibilità né esternamente all’azienda, né al proprio interno, segno evidente che non è per pubblicità o immagine, ma per convinzione profonda che si sceglie questo percorso.” Dal report emergono anche alcune ombre, legate alla difficile congiuntura economica, continua Bandini “nel 2024 due terzi delle MPI emiliano-romagnole (il 62,5%) aveva almeno un investimento in programma. Un terzo è stato costretto a rivedere al ribasso le aspettative: il 16,5% delle MPI ha ridotto gli investimenti previsti e un ulteriore 15,6% li ha annullati o rimandati. Le voci di spesa con maggiori risorse per avvicinarsi a obiettivi di sostenibilità sono state principalmente l’acquisto e l’installazione di beni strumentali e macchinari (43,4%), l’acquisto di hardware e software (30,1%) e, nel 15% dei casi la realizzazione di opere edili e impiantistiche.” E conclude “Confartigianato sta predisponendo uno strumento di rendicontazione sociale a misura di micro e piccolissime imprese, con indicatori più aderenti al contesto e alle realtà economiche che rappresentiamo.”

E Zoc ed Nadel conclude le feste natalizie, a Modigliana si festeggia con Confartigianato

Da oltre venticinque anni è il tradizionale appuntamento di chiusura delle feste, E Zoc Ed Nadel, la serata animata da Confartigianato e dal gruppo famiglie di Modigliana torna anche nel 2025. Domenica 5 gennaio, dalle 19, assieme agli imprenditori del comitato zonale del Tramazzo, ai dipendenti dei mandamenti locali e ai vertici dell’associazione, sarà possibile festeggiare il nuovo anno degustando pasta e fagioli, grigliata mista, dolci e vin brulè attorno all'imponente falò di piazza Matteotti. Una serata allietata da musiche e canti, accolti dal calore di una comunità che ha saputo superare con determinazione i difficili momenti vissuti negli ultimi anni, fra alluvioni e frane. L’occasione per concludere in allegria le festività natalizie, celebrando il valore dell’essere insieme, con coesione, solidarietà e ottimismo.
I vertici di Confartigianato Forlì chiariscono “crediamo fortemente nell’importanza delle comunità locali soprattutto nelle aree più lontane dalla via Emilia, come presidio del territorio e tutela dell’ambiente, che senza l’intervento umano sarebbe ancora più fragile ed esposto a maggiori rischi idrogeologici. I comuni di Modigliana e Tredozio, fortemente provati dai recenti eventi climatici, non si arrendono e noi siamo al loro fianco, sempre.”

Confartigianato e Coldiretti rinnovano la tradizione del presepe

Confartigianato di Forlì e Coldiretti Forlì-Cesena, anche in occasione di questo Natale, rinnovano la tradizione del presepe, donando al Vescovo di Forlì Livio Corazza un nuovo personaggio. Venerdì 20 dicembre il presidente Luca Morigi, il vicesegretario Francesco Bandini e il presidente Anap Giuseppe Mercatali per Confartigianato, assieme al presidente Massimiliano Bernabini e al direttore Alessandro Corsini per Coldiretti Forlì-Cesena sono stati ricevuti in vescovado da Monsignor Corazza. La statuina rende omaggio ai produttori caseari, un mestiere che, pur avendo una storia antica, oggi richiede un alto livello di competenze tecnologiche e professionali. L’icona perfetta per rappresentare l’artigianalità del nostro tempo nel presepe della curia vescovile.

Per i vertici di Confartigianato e Coldiretti “l’obiettivo è aggiungere ogni anno figure che rappresentino l’attualità. Dal 2020, quando un’immagine di un’infermiera ha inaugurato questa tradizione, passando dall’imprenditore digitale, al manutentore del verde, sino all’apprendista con il suo maestro, vogliamo ricordare il vero significato del lavoro. L’opera, realizzata in cartapesta dal maestro presepista Claudio Riso, incarna i valori in cui le nostre associazioni si rispecchiano: dedizione alla professione, cura del prodotto e attenzione alla soddisfazione del consumatore. Il valore unico del made in Italy nasce proprio dalla passione e dalla ricerca costante della massima qualità da parte dell’imprenditore.” Il presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili vissuti, tra crisi e guerre, è la “buona Novella” che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicini alle persone e al territorio, in sintesi è la famiglia. E concludono “le realtà che rappresentiamo sono radicate e diffuse capillarmente nei territori e sono motore dello sviluppo economico delle comunità, creano lavoro e ridistribuiscono ricchezza, un collante indispensabile anche per i comuni più piccoli e quelli delle aree interne. Lo stretto legame con il luogo in cui si vive e lavora alimenta il rapporto con l’ambiente circostante, improntato alla cura e al rispetto. Tutto questo è il valore del lavoro dei nostri imprenditori, che crea, trasforma, ripara, rigenera e unisce.”

Confartigianato: "A Natale compriamo locale"

Confartigianato di Forlì anche quest’anno aderisce alla campagna ‘Acquistiamo locale’, un invito a regalare e a regalarsi prodotti a valore artigiano made in Italy, espressione della creatività e della tipicità delle imprese dei diversi territori italiani. Lanciata dalla Confederazione nazionale, l’attività di sensibilizzazione mira a porre l’accento sull’unicità e alla sostenibilità di prodotti su misura, personalizzati, durevoli e caratteristici del territorio. I vertici dell’Associazione forlivese evidenziano come, in vista delle festività natalizie, il mese di dicembre concentri un decimo delle vendite al dettaglio dell’anno. “Grazie al pagamento delle tredicesime, i redditi da lavoro dipendente nell’ultimo trimestre dell’anno superano del 20,7% la media dei primi tre. Per questo vogliamo ricordare che un regalo di Natale prodotto da una impresa artigiana non è solo un dono prezioso e unico ma valorizza l’offerta di prossimità e l’orientamento dei consumatori verso acquisti sostenibili.” E continuano “dai dati del nostro osservatorio regionale, emerge che oltre 2 miliardi di euro saranno impiegati nella spesa delle famiglie emiliano-romagnole per prodotti e servizi scelti come regalo. Nella lista degli acquisti prodotti da tutti i settori: moda e gioielleria, arredamento e complementi per la casa e il giardino, cristalleria, stoviglie e utensili domestici, giocattoli, articoli sportivi, libri, articoli di cartoleria e materiale da disegno, wellness e cura della persona. Ma a fare la parte del leone sono i prodotti alimentari e le bevande, che ricoprono quasi i due terzi (62,5%) della spesa pari a 1,3 miliardi di euro. A livello provinciale la spesa a dicembre per la tavola e per altri prodotti tipici del periodo vede al primo posto Bologna con una spesa di mezzo miliardo (524 milioni di euro), seguita da Modena (328 milioni di euro), mentre Forlì-Cesena si trova al quinto posto con 184 milioni di euro.” E concludono “scegliere accuratamente i propri doni significa reinvestire nel territorio. Le imprese artigiane della regione con produzioni legate alle feste danno lavoro a 82 mila persone, cioè a quasi un terzo (29,5%) degli addetti dell’artigianato regionale. In particolare si rileva un peso superiore alla media nazionale (33,5%) nella nostra provincia, con un peso degli occupati dell’artigianato nei settori tipici del Natale del 35,1% sul totale.” Un motivo in più per acquistare locale.

(IN)DIFESA: un pomeriggio di emozioni per la tavola rotonda promossa da Confartigianato Forlì

(IN)DIFESA è l'evento realizzato da Confartigianato Forlì il 19 novembre per affrontare un tema difficile come quello della violenza. Una platea numerosa e attenta che per quasi due ore ha ascoltato, con emozione e partecipazione, le testimonianze dei professionisti in prima linea a fianco di chi è vittima di abuso. Introdotto da Luca Morigi nella duplice veste di presidente di Confartigianato di Forlì e di Ancos Aps e dai saluti della presidente di Donne Impresa, Diana Lolli, l’evento è stato moderato da Elena Zanetti, coordinatrice del movimento che rappresenta le imprenditrici associate. Tra le partecipanti alla tavola rotonda Andrea Cintorino, assessora del Comune di Forlì che ha chiarito l’impegno dell’amministrazione comunale a supporto delle vittime di violenza e i progetti messi in campo per prevenirla, seguita da Giulia Civelli direttrice del Centro Donna Forlì che ha sintetizzato le numerose attività che il centro porta avanti, anche grazie al costante dialogo con le forze dell’ordine, una sinergia di intenti a tutela delle oltre trecento persone che annualmente si rivolgono alle consulenti del centro. Toccante la testimonianza del vice Ispettore della Polizia di Stato Tamara Fanelli che, illustrando la novità delle misure monitorie per stalking e violenza. ha evidenziato le difficoltà che spesso le vittime affrontano nel denunciare, sopraffatte da paure e sensi di colpa. Ha sottolineato anche il ruolo fondamentale che può giocare chi assiste a queste situazioni, si può dare avvio alla misura monitoria anche denunciando, con garanzia di anonimato, in Questura. La consulente legale Maria Giuditta Mazzoli ha posto l'accento sulle novità introdotte nel 2019 con il “Codice rosso” ricordando che le vittime durante il procedimento penale sono spesso sottoposte a forme di violenza silenziosa, anche attraverso i figli o atti che turbino lo stato emotivo della vittima per indurla a non proseguire l’azione legale. La psicologa Silvia Succi ha esordito spiegando la differenza tra violenza, conflitto e aggressività. La violenza è un’esperienza quotidiana di agiti che hanno un andamento ciclico: dal litigio, alla violenza alla presa di coscienza da parte dell’abusante che chiede perdono dando avvio alla fase definita “luna di miele”, che, tuttavia, diviene sempre più breve, accompagnata da una violenza crescente. Dipendenza affettiva, violenza psicologica, annullamento della persona, che si sente incapace di affrontare la vita senza il carnefice. Un percorso lungo e che spesso vede ripensamenti della vittima che torna dal proprio aguzzino, per rendersi conto che la situazione è insostenibile e scapparne nuovamente. Ma un tunnel dal quale si può e si deve uscire.

Al termine delle esposizioni sono intervenuti anche il Vescovo Livio Corazza che rilevato l’importanza di tenere alta l’attenzione per contrastare ogni forma di violenza e il Questore di Forlì-Cesena Claudio Mastromattei che ha ribadito come, per evitare che la situazione degeneri mettendo a rischio l’incolumità della persona, si possa fare molto, avendo fiducia nelle forze dell’Ordine. L’ammonimento del Questore è, infatti, una efficace forma alternativa di tutela, per dissuadere lo stalker a continuare a offendere la vittima, una sorta di cartellino giallo che renda coscienti della propria condotta molesta per farla cessare.

Donne e violenza, se ne parla nella sede di Confartigianato il 19.11

Confartigianato di Forlì promuove il 19 novembre a partire dalle 17, un seminario per affrontare con gli esperti le diverse sfaccettature della violenza di genere. Un appuntamento per capire come prevenirla, come difendersi e come poter avere aiuto quando si è vittime di abuso. Un pomeriggio ricco di spunti di riflessione organizzato da Donne Impresa, Anap e Ancos aps Forlì, con il patrocinio del Comune di Forlì e il supporto del Centro Donna. Introdotto da Luca Morigi nella duplice veste di presidente dell’associazione forlivese e di Ancos e moderato dalla coordinatrice di Donne Impresa Elena Zanetti, l’evento vede il contributo di Andrea Cintorino, assessora del Comune di Forlì che interverrà per illustrare “Progetti e intenti dell’amministrazione comunale”, di Giulia Civelli direttrice Centro Donna sul tema “Il Centro Donna di Forlì: servizi, attività e la rete del territorio”, del vice Ispettore della Polizia di Stato Tamara Fanelli che chiarirà ”Misure monitorie, ammonimento per stalking e violenza” della consulente legale Maria Giuditta Mazzoli sul “Codice rosso” della psicologa Silvia Succi sulle “Dinamiche della violenza di genere: definizione, tipologie e conseguenze” e a chiudere il trainer Massimiliano Rustignoli “La difesa personale”. Come spiega la presidente di Donne Impresa, Diana Lolli, che aprirà i lavori il 19, “come donne imprenditrici riteniamo fondamentale confrontarci, per conoscere, per condividere informazioni ed esperienze, nella consapevolezza che ogni piccolo cambiamento può fare la differenza. Vogliamo costruire già oggi un futuro migliore, come titolari d’impresa non dimentichiamo la responsabilità sociale e vogliamo essere attori di un cambiamento culturale positivo per i nostri collaboratori e per il tessuto sociale in cui operiamo. Per questo siamo grate a Confartigianato e Ancos per aver condiviso la nostra attenzione nei confronti del tema e al Centro Donna, con cui il nostro movimento ha instaurato una collaborazione, volta a supportare concretamente chi è costretto a subire situazioni di abuso.”

Elezioni regionali: Confartigianato di Forlì incontra Pd e Fratelli d’Italia

I vertici di Confartigianato di Forlì in questi giorni hanno incontrato i candidati in lizza per le prossime elezioni regionali. Come consuetudine, l’Associazione ha incontrato tutti coloro che, dimostrando la propria sensibilità nei confronti dell’imprenditoria locale, ne hanno fatto richiesta.

Il presidente Luca Morigi e il segretario Mauro Collina, assieme al vicesegretario Alberto Camporesi e al responsabile del servizio credito innovazione e sviluppo Gianluigi Bandini hanno presentato, in due distinti appuntamenti a Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi e a Massimiliano Pompignoli e Luca Pestelli, le priorità di chi anima il territorio, creando occupazione e offrendo servizi fondamentali per la comunità. Il presidente Morigi ha chiarito “il comprensorio forlivese negli ultimi due anni ha mostrato la propria fragilità: due alluvioni, il terremoto e le frane hanno reso evidente la necessità di interventi sistematici e di una maggiore attenzione nei confronti di chi fa impresa lontano dall’asse della via Emilia. Da Tredozio a Santa Sofia, la micro e piccola impresa che si insedia e rimane aperta nei piccoli comuni garantisce la vitalità della comunità in cui è inserita. L’imprenditore artigiano non crea solo lavoro e indotto, ma risponde anche alle esigenze dei residenti: dal fornaio all’idraulico, ci sono bisogni che nei piccoli comuni diviene sempre più difficile soddisfare, per questo chiediamo alla politica di tutelare chi fa impresa, creando il giusto contesto per poter continuare a lavorare.”

Per il presidente è fondamentale che il nostro territorio abbia uno o più rappresentanti eletti per far sentire anche la voce delle nostre imprese.

Tra gli spunti dati ai candidati anche un invito a valorizzare l’offerta turistica “viviamo un territorio ricco di bellezza: con l'affermazione delle grandi mostre del San Domenico che hanno posto anche Forlì nel novero delle città d'arte, oggi la Romagna può offrire una gamma di opportunità turistiche che vanno dalla costa all'Appennino, dal turismo lento a quello religioso a quello culturale, all’eccellenza dell’enogastronomia, intercettando nuove opportunità che possono portare anche al superamento della stagionalità canonica della Riviera.”

Confartigianato evidenzia di aver trovato ascolto e sintonia nel corso di entrambi gli incontri coi due schieramenti e auspica che, dall’appuntamento elettorale, possa emergere una rappresentanza in grado di ridare sviluppo al territorio forlivese, oggi un po’ in affanno rispetto al cesenate.

Confartigianato di Forlì sponsor dell’Istituto Angelo Vassallo

Confartigianato di Forlì sponsorizza la partecipazione dell’Istituto Angelo Vassallo di Galeata alla competizione internazionale Electric Vehicle Grand Prix for High Schools. Come spiegano i vertici dell’associazione forlivese “Confartigianato è da anni impegnata a creare occasioni di confronto con il mondo della formazione e dell’istruzione per rafforzare il dialogo fra scuola e lavoro. Come dimostrano i più recenti dati elaborati dall’ufficio studi nazionale, la carenza di personale specializzato addirittura frena la transizione green delle aziende. Lo scorso anno i piccoli imprenditori non sono riusciti a trovare il 51,9% di 1.596.220 lavoratori, esperti di risparmio energetico e di riduzione dell’impatto ambientale, di cui prevedevano l’assunzione. La difficoltà di reperimento di personale maggiormente qualificato in tematiche ambientali è più alta nelle costruzioni, con il 62%, seguite dal manifatturiero (53,1%) e servizi (49,7%). Contribuire a dare a quindici alunni l’opportunità di mettersi in gioco mettendo in campo le soluzioni più efficienti per costruire una vettura elettrica che, a parità di batteria, possa percorrere il maggior numero di chilometri, significa investire sui talenti, di cui il mercato del lavoro ha necessità. La scuola ha scelto un team, fra i ragazzi di quarta e quinta, dopo aver lavorato assieme a tutti gli adolescenti durante l’intero percorso scolastico, formandoli e dando loro conoscenze e strumenti. Il gruppo in partenza rappresenta la bandiera di una moltitudine ben più ampia di giovani che saranno presto protagonisti del mercato del lavoro.” Chiarisce il segretario Mauro Collina “abbiamo vissuto tempi in cui, a torto, le scuole tecnico-professionali venivano percepite come una seconda scelta rispetto al percorso liceale, in primis dagli stessi genitori. Ma questo stereotipo sta perdendo terreno, la crescente domanda di competenze specialistiche e la maggiore attenzione al saper fare hanno ribaltato la prospettiva, rendendo urgente la richiesta di giovani professionalmente preparati. Gli istituti tecnici e professionali non sono destinati a coloro che sono meno portati allo studio, ma ai ragazzi che vogliono mettersi in gioco non solo sui libri, ma anche nei laboratori. Studio teorico e messa in opera sul campo vanno di pari passo. Per questo abbiamo supportato con convinzione i quindici studenti partecipanti al progetto.”

Il presidente dell’Associazione Luca Morigi continua “serve un cambio culturale. Le famiglie, ma più in generale la società, devono ridare attenzione alla passione e all’impegno che ogni ragazzo mette nel proprio percorso, senza dimenticare le opportunità occupazionali che un istituto come quello di Galeata garantisce. Scegliere una scuola tecnico-professionale significa scegliere una direzione che, per molti giovani, potrebbe essere la più indicata per raggiungere obiettivi e ambizioni.” Gli istituti tecnici e professionali offrono agli studenti non solo una solida preparazione teorica, ma anche competenze pratiche immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, ne è dimostrazione il tasso di occupazione dopo il diploma. Gli studenti sono richiesti dalle professioni emergenti in cui si valorizzano abilità tecniche specifiche che solo questi istituti possono fornire: dalla meccatronica, all’informatica, sino all’automazione industriale.

La Sindaca di Galeata Francesca Pondini, ringraziando Confartigianato per l’appoggio al progetto, ha spiegato “sono felice, riconoscente e orgogliosa del team di professori che si sono impegnati coi propri studenti a realizzare un progetto così ambizioso e innovativo, sensibile anche a una delle tematiche più urgenti, la salvaguardia del pianeta, stimolando la ricerca di soluzioni più sostenibili. È straordinario che, proprio l’Istituto Vassallo, sia l’unica scuola italiana che avrà l’opportunità di competere mettendo in pista, di fronte a un pubblico internazionale, il proprio progetto. Gli studenti potranno confrontarsi con altri ragazzi di tutto il mondo, per una crescita anche personale.” Ha poi aggiunto “l’amministrazione è molto vicina a tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio, ma sin dall’inizio del mandato ho avuto un’attenzione particolare per questo istituto, fondamentale per la valle del Bidente e per tutte le aree interne. Dotata di attrezzature all’avanguardia, ha un corpo docente qualificato e attento a cogliere tutte le opportunità e questo contest ne è la dimostrazione. Oggi sono 140 gli studenti che frequentano l’Istituto, che ha sempre garantito a tutti i diplomati, anche a coloro che non hanno proseguito gli studi, di trovare occupazione. Giovani specializzati che vengono accolti con grande favore dal mondo imprenditoriale.” La prima cittadina, se riuscirà, accompagnerà personalmente i ragazzi a Dubai, per questa stimolante sfida.

La dirigente dell’Istituto, Maura Bernabei e il team di professori coinvolti nel progetto Enrico Peperoni, Matteo Greppi e Gabriele Nuzzolo oltre a ringraziare Confartigianato hanno chiarito i contenuti del contest “nello specifico il progetto prevede la partecipazione a una competizione internazionale per vetture elettriche, che si disputerà a Dubai. Gli alunni dovranno assemblare un veicolo a propulsione elettrica, seguendo indicazioni progettuali ben precise, potendo adattare l’assetto della vettura grazie ai dati raccolti con prove su pista. Per la realizzazione sono necessarie conoscenze in ambito meccanico ed elettrotecnico/elettronico, spiccate capacità di lavorare in team, oltre alla conoscenza della terminologia specifica in lingua inglese. Il progetto prevede la permanenza degli alunni negli Emirati dal 17 al 23 febbraio 2025.” E concludono “Da un punto di vista didattico si perseguono alcune priorità strategiche: in primis favorire il successo scolastico, focalizzando l’attenzione sulla centralità dello studente, comprendendone le esigenze e le aspettative e promuovendo il pieno sviluppo della persona e l’acquisizione delle competenze necessarie all’ingresso nel mondo del lavoro o alla prosecuzione degli studi. In secondo luogo vogliamo contrastare la dispersione scolastica, diversificando e ampliando l’offerta formativa in relazione ai bisogni degli alunni e promuovendo l’acquisizione delle competenze di base, sostenendo al contempo gli sviluppi dell’apprendimento, il recupero, il ri-orientamento, il consolidamento delle conoscenze e valorizzando le eccellenze. Senza dimenticare il perseguimento dell’innovazione dell’offerta formativa in coerenza con le trasformazioni del sistema scolastico, attraverso la realizzazione di percorsi formativi in grado di creare professionalità adeguate alle richieste del mondo del lavoro e del territorio.”

Conclusa la Settimana per l’Energia e la Sostenibilità : il futuro è oggi

Trasformare le sfide in opportunità per le imprese è ciò che Confartigianato di Forlì si impegna a fare, anche grazie all’appartenenza al sistema confederale, che permette sinergie con professionalità di tutta Italia. È questo il caso della settimana per l’Energia e la Sostenibilità appena conclusa che ha consentito di organizzare anche a Forlì due momenti di riflessione sulle molteplici sfaccettature che il piano Industria 5.0 e i criteri ESG stanno avendo anche per la micro e piccola impresa. Il segretario Mauro Collina sintetizza i contenuti degli appuntamenti realizzati il 22 e il 24 ottobre nella sede forlivese "la sostenibilità ambientale è un obiettivo possibile. I nostri relatori, citando studi europei, hanno chiarito che si può ridurre fino all’80% l’impatto ambientale di un prodotto nella fase di progettazione, dalla scelta dei materiali, all’adozione della chimica verde. C’è più attenzione non solo alla fase costruttiva, ma anche a quella destrutturale, per avviare al riciclo i materiali disassemblati al termine della vita del prodotto. Un cambio di mentalità che può portare vantaggi all’ambiente e una riduzione dei costi per le imprese, legati sia allo smaltimento, sia alla gestione degli scarti.” La creatività, la capacità di reagire con maggiore rapidità ai cambiamenti del mercato, possono diventare elementi competitivi di rilievo per la micro e piccola impresa, che sceglie di abbracciare il cambiamento e cogliere le opportunità che Industria 5.0 offre. “Come sistema Confartigianato è nato un progetto pilota pensato per introdurre la misurazione ESG anche nella microimpresa. Un programma per la raccolta dati relativi ai tre aspetti, Ambientale, Sociale e di Governance, di cui spesso Confartigianato è già in possesso grazie agli uffici di tenuta libri paga, ambiente e sicurezza, o al servizio di gestione bollette. I dati mancanti vengono reperiti attraverso una breve intervista mirata con l’imprenditore e il risultato finale è una pagella di sostenibilità, fondamentale per capire come si posiziona l’azienda ed eventualmente introdurre correttivi.” Continua Collina “in collaborazione con le altre Confartigianato della Romagna abbiamo avviato un confronto con l’Università di Ferrara, per valutare i possibili scenari per le imprese che operano nelle filiere. Il rating diventerà uno strumento competitivo fondamentale, chi non possiede standard adeguati rischierà di essere rimpiazzato da competitor meglio posizionati, se non riuscirà a migliorare le performance. In un prossimo futuro, anche produrre eccellenze non sarà sufficiente senza un rating adeguato. Diviene fondamentale essere consapevoli già oggi di questa rivoluzione per non esserne travolti.”

La sostenibilità è nel DNA dell'imprenditore, i dati di un sondaggio realizzato da Confartigianato

Transizione 5.0 – presupposti e applicazioni pratiche nelle microimprese è l’appuntamento che Confartigianato di Forlì ha organizzato nell’ambito della “Settimana per l’energia e la sostenibilità” che si terrà martedì 22 ottobre, alle 17.30, nella sede dell’associazione in Viale Oriani. In scaletta gli interventi di Massimiliano Fantini, Romagna Tech “I nuovi paradigmi di Industria 5.0”, Matteo Iubatti, Archita Engineering “Esempi e applicazioni del Piano Transizione 5.0” e Giacomo Severi, LA BCC ravennate forlivese e imolese “Strumenti finanziari a sostegno degli investimenti Transizione 5.0”, introdotti dal segretario Mauro Collina. A moderare gli ospiti, il responsabile dell’ufficio credito, innovazione e sviluppo di Confartigianato Forlì Gianluigi Bandini, che illustrerà alcuni dati emersi da un recente sondaggio promosso dall’ufficio studi della Federazione Regionale e che attestano l’attenzione che le micro e piccole imprese romagnole hanno nei confronti del tema sostenibilità. “In un mondo in cui si fa greenwashing, il campione intervistato dimostra che artigianato e piccola impresa abbracciano realmente un cambiamento sostenibile, senza neppure darne notizia. L’imprenditore è ben radicato nel territorio, lo vive assieme alla propria famiglia e per questo è attento ad averne cura. Spesso sceglie di rimanere nel territorio in cui è nato e cresciuto, anche se è meno servito e ha infrastrutture viarie e digitali meno performanti, per motivi affettivi, per cui è naturale che sia attento alla propria impronta ecologica.” Dal sondaggio su un campione di oltre 800 imprenditori associati emerge che il 16% adotta il bilancio sociale, pur non essendo obbligatorio, inoltre, di questi quasi il 56% lo adotta su base volontaria, quindi non su richiesta di istituti di credito, enti pubblici o committenza chiamata a certificare la filiera. Conclude Bandini “è una sensibilità che fa parte del DNA dell’imprenditore e risulta evidente dal fatto che l’84.6% non comunica di aver redatto un bilancio di sostenibilità sociale, utilizzato come strumento promozionale e di marketing da molte grandi aziende. Sono dati che dimostrano l’importanza delle micro e piccole imprese che quotidianamente lavorano difendendo principi e valori, in silenzio.”