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2019
Pagina 4
Rassegna stampa 26 novembre 2019
Rassegna stampa 25 novembre 2019
Rassegna stampa 24 novembre 2019
Rassegna stampa 23 novembre 2019
Rassegna stampa 22 novembre 2019
Statale 67 Tosco-Romagnola: "non chiamatela Ravegnana"
È tornata recentemente a imporsi all’attenzione dei media locali la questione della “Ravegnana”, il tratto della Strada Statale 67, che collega Ravenna e Forlì.
Confartigianato di Forlì invita però a ragionare in un’ottica più ampia. Limitarsi a sollecitare interventi su un breve tratto della Ravenna Pisa rischia di avallare la pratica di intervenire unicamente per risolvere le emergenze, senza portare avanti un progetto strutturale. Chiarisce il segretario di Confartigianato di Forlì, Marco Valenti “sono vent’anni che la nostra associazione promuove confronti con le istituzioni per ridare dignità a un collegamento viario fondamentale per le imprese e per i cittadini. Anni di promesse, di attese, di progetti rimasti su carta per finanziamenti che non vengono mai destinati alla messa in sicurezza di un collegamento che potrebbe dare respiro anche alla E45. Oggi è impensabile deviare il traffico sulla SS67, anche in vista delle precipitazioni meteo, fenomeni consueti in questo periodo dell’anno. Sono ancora vivide le immagini dello scorso inverno, che ritraevano mezzi pesanti bloccati al Muraglione, ma nulla è stato fatto per risanare questa importante arteria. Eppure la sua rilevanza è testimoniata dalla costruzione della tangenziale di Forlì, che sarebbe stata un tassello importante della nuova SS67. Ironia della sorte, il tratto della tangenziale ancora incompiuto è proprio quello lato collina, evidenziando la scarsa attenzione nei confronti di chi vive il territorio montano.” Per Confartigianato di Forlì è ora di uscire dalle questioni di campanile, dell’ampliamento della Tosco-Romagnola non beneficerebbero unicamente i comuni di Portico San Benedetto, Rocca San Casciano o Dovadola. Spiega ancora Valenti “poter creare un collegamento tra Firenze e Ravenna, due poli artistici di primissimo livello in Italia, significa investire sulla valorizzazione culturale, mettendo a sistema le molteplici offerte presenti nei territori coinvolti.” E conclude “siamo una realtà attiva nel comprensorio di Forlì e ci impegniamo per la crescita di questo territorio, consapevoli però che, se non si esce dalle dispute di quartiere, l’isolamento che oggi sta colpendo il forlivese non tarderà a interessare aree vicine, nel momento in cui prevarranno altre logiche.”
Rassegna stampa 21 novembre 2019
Rassegna stampa 20 novembre 2019
Rassegna stampa 19 novembre 2019
ECOBONUS, nuova pronuncia dell’Antitrust. Bocciato ancora lo sconto in fattura. Confartigianato: va abrogato
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato boccia ancora una volta lo sconto in fattura per i lavori relativi a ecobonus e sismabonus
previsto dall’articolo 10 del Decreto Crescita. Dall’Antitrust arriva infatti un atto di segnalazione formale a Parlamento, Governo e Agenzia delle Entrate sui meccanismi di cessione degli sconti fiscali relativi alla casa nel quale si denuncia come la nascita di strumenti, che impongono di gestire grandi masse di detrazioni, favorisca le imprese più strutturate, a scapito dei più piccoli. Anche Confartigianato di Forlì ribadisce la propria richiesta “la norma va corretta in maniera radicale. Abbiamo ripetutamente sollecitato l’abrogazione del meccanismo dello sconto in fattura, indicandolo come distorsivo della concorrenza. Il principio secondo cui le imprese debbano fare credito ai loro clienti è sbagliato.” Le medesime argomentazioni sono state espresse dall’Antitrust "il decreto crescita e il provvedimento attuativo delle Entrate creano possibili effetti distorsivi della concorrenza in quanto la prevista modalità di fruizione da parte dei clienti finali delle agevolazioni fiscali individua di fatto vantaggi competitivi in capo solo ad alcune imprese, in ragione delle loro caratteristiche soggettive". Di fatto, la possibilità di compensare grandi quantità di crediti fiscali crea un vantaggio competitivo a favore delle imprese di dimensioni più grandi: queste possono disporre di una liquidità maggiore rispetto ai piccoli e hanno una maggiore capienza fiscale. L’Agcm suggerisce anche una modifica, relativa alla cessione nell’ambito del fotovoltaico, ma applicabile in generale all’articolo 10 e allo sconto in fattura: prevedere espressamente l’impossibilità di una compensazione fiscale del credito ceduto senza alcun limite. Bisognerebbe, cioè, imporre un tetto massimo alle compensazioni. Non si tratta della prima segnalazione dell’Antitrust sul tema. A metà giugno, infatti, un altro documento aveva auspicato la modifica delle norme in fase di conversione del provvedimento, tuttavia, a fine giugno, il decreto è stato comunque convertito, senza ascoltare le richieste avanzate dall’Authority. Da allora, l’articolo 10 si è confrontato con la pratica del mercato: sono diversi i soggetti che hanno cominciato a offrire ai loro clienti l’utilizzo degli strumenti del decreto crescita. E le preoccupazioni dell’Agcm hanno evidentemente trovato conferma, tanto che adesso arriva un atto di segnalazione formale alle istituzioni.